
Il partito liberale-radicale (PLR) vuole più severità nella politica migratoria della Svizzera. I delegati del partito, riuniti oggi a Baden (AG), hanno approvato all'unanimità un "piano d'azione per un controllo pragmatico dell'imigrazione", che non minacci la libera circolazione delle persone. Gli svizzeri sono preoccupati per la forte immigrazione e per la crescita della popolazione. Il PLR ha quindi elaborato un documento con 12 misure e tre obiettivi: incoraggiare e sviluppare l'integrazione, impedire gli abusi e ridurre gli effetti negativi del raggruppamento famigliare per gli stati terzi (non UE) limitandolo, ha spiegato la consigliera agli Stati sangallese Karin Keller-Sutter. La prima delle 12 richieste del PLR è che la direttiva europea sul diritto dei cittadini e le sentenze della Corte Europea "siano da respingere e non debbano essere rispettate docilmente dai nostri tribunali". Inoltre, i nuovi arrivati non devono beneficiare degli aiuti sociali. Il primo permesso di soggiorno deve essere legato ad un lavoro che duri diversi anni e non deve essere convertito automaticamente in autorizzazione di dimora. In materia di asilo, secondo i liberali-radicali occorre esaminare se il richiedente abbia un attitudine adatta all'integrazione. E una convenzione in questo senso deve essere stipulata nel caso di raggruppamento famigliare di persone che provengono da stati extra-comunitari. Il PLR chiede poi che la mancanza di una rete sociale nel paese d'origine non sia motivo di impedimento per un rinvio, e che i famigliari di persone ammesse provvisoriamente in Svizzera non siano inclusi nell'ammissione provvisoria. "bisogna attuare una politica d'asilo severa e una pratica migratoria che contribuisca alla prosperità della Svizzera", ha detto il consigliere di stato vodese Philippe Leuba. E in questo ambito è "indispendabile poter attuare dei rinvii forzati". ATS
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