
Carla Del Ponte (nella foto) in un’intervista alla "SontaggsZeitung" parla dei mali del mondo attuale, e lo fa con parole crude e decise: la spietatezza dei terroristi, la guerra in Siria che è più terrificante di quella dei Balcani.
Il quadro che traccia è tutto fuorché rassicurante, ma la Svizzera secondo l’ex procuratrice pubblica della Confederazione non corre al momento nessun pericolo legato ai terroristi. Sottolinea però l’importanza di una base giuridica per combattere il terrorismo. L’intelligence elvetica è ben attrezzata, vi sono investigatori appositamente formati e anche la cooperazione con i paesi vicini è buona.
Secondo la Del Ponte, gli attacchi a Parigi dimostrano quanto poco conti per i terroristi la libertà di stampa, e la spaventa la facilità con cui si violano i diritti umani. “Non conta essere uomini, donne o bambini per essere torturati o uccisi”.
Attualmente sta indagando sui crimini di guerra in Siria. Ritiene sia importa osservare i giovani combattenti di ritorno in patria dall’iraq o dalla Siria, in modo che non possano compiere atti criminali, ma anche dar loro un supporto psicologico per far loro vedere che “possono tornare sulla retta via”. Anche i profughi giunti in Svizzera devono ricevere di più, e non rappresentano un problema poiché non sono intenzionati a rimanere.
In conclusione, la guerra in Siria è spaventosa e peggiore di quella dei Balcani, perché “questi fanatici prima di uccidere torturano, e prolungano la tortura in modo che la morte arrivi nel modo più lento e doloroso possibile.”
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