
"So quello che sto facendo": lo ha detto Donald Trump intervenendo alla cena di gala del National Republican Congressional Committee a Washington, dove ha continuato a difendere i suoi dazi affermando che altri paesi vogliono fare accordi. "Non vogliamo necessariamente fare un accordo con loro. Siamo contenti di stare così, prendendo i nostri 2 miliardi di dollari al giorno, ma loro vogliono fare un accordo con noi", ha affermato, sostenendo che le aziende stanno tornando negli Usa e investendo migliaia di miliardi. "Stanno arrivando i produttori di chip, stanno arrivando tutti. Non abbiamo mai avuto niente del genere", ha detto, aggiungendo che "presto gli Stati Uniti annunceranno i dazi anche sul settore farmaceutico".
"Mi chiamano per baciarmi il c*lo"
"Vi dico che questi paesi ci stanno chiamando per baciarmi il c*lo": si è espresso così Trump, sempre durante la cena del National Republican Congressional Committee, parlando dei Paesi colpiti dai dazi che vogliono trattare per ridurre le tariffe. Rivolgendosi alla platea dei repubblicani per rivendicare la sua linea dura, il presidente americano ha assicurano che i tanti Paesi colpiti dalle tariffe "muoiono dalla voglia" di fare un accordo.
I dazi sono entrati in vigore oggi
Gli Stati Uniti, ricordiamo, impongono da oggi una nuova ondata di tariffe contro decine di partner commerciali, con il presidente Donald Trump che ha preso di mira soprattutto la Cina. I nuovi 'dazi reciproci' sono personalizzati nei confronti di circa 60 economie - tra cui quella svizzera - e sostituiscono quelli di base entrati in vigore sabato. I nuovi livelli variano dall'11 al 50% - al 31% per la Svizzera -, con la rappresaglia diretta contro Pechino che porterà l'aliquota al tetto sorprendente 104%. I dazi voluti dal presidente statunitense Donald Trump su decine di economie sono entrati in vigore, intensificando la temuta guerra commerciale globale, alle 00:01 di Washington (6:01 in Svizzera). La Cina, il principale rivale economico e strategico Usa ma anche un importante partner commerciale, è la più colpita con aliquote aggregate salite al 104%, frutto del 20% precedentemente imposto, di un ulteriore 34% e di un aumento dell'ultimo minuto del 50% firmato da Trump ieri sera dopo che Pechino non ha ritirato le sue controtariffe al 34% in vigore da domani.

