
La Cina non vuole alcuna guerra commerciale con Usa, "ma non ignoreremo le azioni che minacciano i suoi interessi". È quanto ha detto Zhang Yesui, portavoce del Congresso nazionale del popolo, a pochi giorni dall'annuncio del presidente Donald Trump sui dazi portati al 25% e al 10%, rispettivamente alle importazioni di acciaio e alluminio, avendo all'apparenza per target proprio Pechino. Cina e Usa hanno sistemi e culture diversi, ma "questo non vuol dire necessariamente che debba esserci un conflitto", ha aggiunto il portavoce, mettendo in guardia "da errori di calcolo e giudizio" che potrebbero avere pesanti conseguenze. Zhang, infine, ha ricordato il dialogo in corso tra le diplomazie dei due Paesi che una nuova tappa a Pechino. La scorsa settimana Liu He, il più stretto advisor economico del presidente Xi Jinping e indicato come prossimo vice premier, si è recato a Washington allo scopo di provare ad allentare le tensioni. Prima di lui, a inizio febbraio, c'è stata la missione del Consigliere di Stato Yang Jiechi, il capo della diplomazia cinese.
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