
Sì alla richiesta di collaborazione con le autorità statunitensi nel pubblicare solo una versione ridotta dell'articolo che descrive come in laboratorio è stato ottenuto un "supervirus" a partire dal virus dell'influenza aviaria H5N1, ma anche una decisa difesa della trasparenza e del diritto dei ricercatori a poter accedere comunque ai dati completi, se necessari per il loro lavoro. Così il direttore di Science, Bruce Alberts, risponde alla richiesta del Comitato per la Biosicurezza degli Stati Uniti (Nsabb) in un'intervista pubblicata nell'ultimo numero della sua rivista. Alberts conferma di aver ricevuto a fine agosto l'articolo nel quale Ron Fouchier, dell'olandese Erasmus Medical Center, descriveva il supervirus ottenuto in laboratorio modificando il virus dell'influenza aviaria H5N1. Da allora, spiega, "lo abbiamo considerato con un'estrema serieta" e aggiunge di voler collaborare in modo molto serio con le autorità ai fini della biosicurezza. Tuttavia Alberts rileva che, al di là dei motivi di apprensione che i contenuti dell'articolo sul supervirus potrebbero suscitare, diffonderne la conoscenza "potrebbe essere essenziale per velocizzare lo sviluppo di nuove terapie in grado di combattere questa forma letale di influenza". È per questo motivo, aggiunge, che "la redazione, compreso me stesso, ha dedicato moltissimo tempo nel decidere quale fosse il modo migliore di procedere. È un autentico dilemma. La conoscenza è utile e molto importante per tutti coloro che lavorano per tutelare la salute", ha rilevato riferendosi ai ricercatori che nel mondo stanno lavorando con i ceppi del virus dell'influenza nell'ambito di un sistema di allerta precoce teso a segnalare l'emergere di nuovi ceppi di virus pericolosi per l' uomo. La soluzione ottimale, secondo Alberts, è nella stretta collaborazione tra Science e il Comitato per la Biosicurezza "per garantire che venga messo in atto un meccanismo di comunicazione trasparente". Quest'ultima, ha spiegato, dovrebbe permettere di accedere ai contenuti di queste ricerche "ai ricercatori che hanno una necessità legittima di conoscerne i contenuti", relativi alle mutazioni cruciali perchè il virus possa trasmettersi con grande facilità. Ricercatori, ha precisato, "di tutto il mondo e non soltanto americani". ATS
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