
Un migliaio di persone in piazza per l'eroe del Datagate: si è tenuta a Hong Kong una manifestazione di sostegno a Edward Snowden, l'ex-impiegato della CIA e della NSA, nascostosi nell'ex colonia britannica dopo aver rivelato l'esistenza del programma PRISM. I sostenitori hanno marciato da Chater Garden fino al Consolato americano concludendo poi la manifestazione alla sede del Governo di Hong Kong, a Tamar. La manifestazione è stata organizzata da una coalizione di gruppi locali per la libertà di stampa e la libertà online, chiamata "Protect Snowden" ma nessun partito politico ha voluto associarsi apertamente a quella che rimane una questione molto controversa. Fra i manifestanti, sotto una pioggia a tratti violenta, anche molti americani. Gli slogan della manifestazione chiedevano la difesa della "libertà di Snowden" e di rifiutare la sua estradizione - non ancora richiesta dagli USA, che hanno però avviato un'indagine giudiziaria nei suoi confronti. Charles Mok, parlamentare indipendente fra gli organizzatori del rally, ha letto un comunicato fuori dal Consolato americano, in cui ha chiesto che Snowden sia protetto dalla legge di Hong Kong. "Non andare in Cina, Edward Snowden", ha detto Mok: "È il Paese che sta portando avanti il più grosso sforzo censorio al mondo, e che va completamente contro i valori che ti stanno a cuore. Resta a Hong Kong e lasciaci cercare di aiutarti con il nostro sistema legale trasparente". Ian Woo, un altro partecipante, ha dichiarato: "Credo che Edward Snowden abbia fatto la cosa giusta, dobbiamo proteggerlo. Anche la Cina ci spia, ma gli Stati Uniti devono avere uno standard più alto. È giusto che sia venuto a Hong Kong, perchè ha capito che noi, la popolazione di Hong Kong, amiamo la libertà, contrariamente al nostro governo". Francis Borchardt, un cittadino americano che lavora a Hong Kong, si è recato alla manifestazione insieme alla figlia di due anni, per "farle provare cosa vuole dire combattere per la libertà di parola. Sono contro lo stato di sorveglianza, che sia messo in atto dalla Cina, dall'Arabia Saudita o dagli USA", ha detto. Virginia Yao, un'impiegata, ha partecipato alla manifestazione perchè "Snowden ha solo voluto far sapere al mondo quello che sta avvenendo. Visto che ha scelto di venire da noi, è nostro dovere proteggerlo, il mondo intero deve ricordarsi che la lotta per la libertà deve essere portata avanti da tutti, in modo costante". Snowden, arrivato nel territorio il 20 maggio, si trova tutt'ora in una località sconosciuta, da cui ha rilasciato un'ampia intervista al quotidiano locale di lingua inglese South China Morning Post, in cui ha fornito maggiori dettagli sul programma di sorveglianza, e in particolare sul programma che veniva portato avanti rispetto alla Cina e alla stessa Hong Kong. ATS
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