
Sono bastate tre ore di una visita-lampo ed una colazione di lavoro al Cairo perché il presidente sudanese, Omar el Bashir, "evadendo" per la seconda volta in tre giorni dal suo paese e sfidando di nuovo la Corte Penale Internazionale (Cpi) che ve lo ha confinato con un mandato di cattura, incassasse la solidarietà personale e promesse di aiuti umanitari per il Darfur dal vicino amico arabo Hosni Mubarak. Cominciata verso mezzogiorno e mezzo (ora del Cairo), la visita di Bashir si è conclusa poco dopo le 15:00, dopo che il ministro degli esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit e quello sudanese, Deng Alor, avevano comunicato notizie positive per l'imputato Bashir, il primo presidente in carica ricercato dalla Cpi per crimini contro l'umanità e crimini di guerra, in relazione alla guerra del Darfur in corso da sei anni. La trasferta era cominciata 'sotto tono', con annunci poco gridati dalle autorità di Khartoum e del Cairo (si era saputa solo nel pomeriggio di ieri ed i giornali egiziani non hanno pubblicato la notizia), ma oggi la conferenza stampa congiunta dei due ministri ha attirato l'attenzione di stampa e tv. "C'é una posizione egiziana, araba e africana che non accetta il modo in cui la Corte ha trattato il presidente del Sudan", ha detto Abul Gheit, aggiungendo che Bashir e Mubarak hanno parlato della situazione del Darfur, "dei mezzi per arrivare ad una soluzione del conflitto interno e di garantire una situazione umanitaria che non permetta ad alcuna parte straniera di sostenere che c'é una crisi umanitaria nel Darfur". Con una risposta indiretta a dichiarazioni delle ultime ore fatte a livello internazionale sul rischio di un milione di persone senza cibo ai primi di maggio dopo l'espulsione da parte di Khartoum di 13 ong straniere accusate di spionaggio, Abul Gheit ha affermato che l'Egitto chiederà a ong egiziane, arabe, africane di riempire il vuoto lasciato da quelle organizzazioni e garantire agli abitanti del Darfur l'assistenza di cui hanno bisogno. Nell'incontro del Cairo è stata anche valutata l'opportunità che Bashir sfidi nuovamente la comunità internazionale alla fine del mese per partecipare al vertice arabo annuale previsto a Doha. Ieri il primo ministro qatariota, Sheikh Hamad bin Jassem Al Thani, era andato apposta a Khartoum per invitarlo, asserendo che "Ci sono pressioni perché si astenga dal ricevere Bashir, ma voi conoscete bene il Qatar. Noi lo abbiamo invitato e lo accoglieremo calorosamente. Rispettiamo la legge internazionale e così la partecipazione del presidente Bashir. Tocca a lui decidere". Oggi al Cairo, il rais di Khartoum ha ricevuto appoggio per il viaggio, che invece è stato sconsigliato dalla massima autorità religiosa sudanese, il Consiglio degli Ulema, dopo che le richieste all'Onu di paesi arabi e africani, rappresentanti da Lega Araba e Unione Africana, di sospendere l'applicazione del mandato di cattura sembrano rimaste per ora lettera morta. ATS
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