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Estero
Darfur: rapitori minacciano uccidere due operatrici ostaggio
Redazione
17 anni fa

I rapitori che circa una settimana fa nel Darfur rapirono due operatrici umanitarie - una francese e una canadese - hanno minacciato di uccidere gli ostaggi se il governo francese non accetterà di rifare il processo nei confronti di sei membri "criminali" del gruppo umanitario francese Arche di Zoé, accusati del rapimento di alcuni bambini in Ciad inviati in Europa per l'adozione. I sei, arrestati nel 2007, furono condannati a otto anni di reclusione da un tribunale ciadiano ma furono poi amnistiati. "Chiediamo alla Francia di riaprire il caso sui criminali di Arche di Zoé e di giudicarli attraverso un giusto processo", ha dichiarato all'agenzia di stampa Reuters un uomo a nome del sedicente gruppo Aquile per la Libertà dell'Africa. "Se il governo francese non negozierà in modo serio con noi o non risponderà alle nostre richieste, uccideremo le due operatrici umanitarie", ha aggiunto il portavoce. Nel frattempo una delle due operatrici, la canadese, ha assicurato che sono entrambe in buona salute e che vengono trattate bene dai sequestratori. Le due volontarie, che lavoravano per l'ong francese Aide médicale internationale (Ami), sono state rapite la notte fra il 4 e il 5 aprile da uomini armati a Ed El Fursan, nel sud del Darfur. Secondo fonti giornalistiche sudanesi contattate poco dopo il sequestro, i rapitori avrebbero richiesto il pagamento di un riscatto. ATS

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