
Migliaia di persone sono in fuga dal Nord Darfur, dopo oltre una settimana di scontri tra l'esercito sudanese e le forze ribelli. Lo hanno riferito le agenzie di aiuti umanitari, aggiungendo che interi villaggi sono stati abbandonati e i residenti hanno trovato rifugio sulle montagne circostanti, tagliati fuori da ogni tipo di aiuto. La situazione nel paese è pessima, con civili uccisi dalle forze governative e quelle ribelli, ha riferito oggi Sima Samar, relatrice per l'Onu sulla situazione dei diritti umani nel Sudan. In un rapporto al Consiglio per diritti umani delle Nazioni Unite, Samar afferma che violazioni delle leggi umanitarie avvengono non solo in Darfur, ma anche in altre aree del Sudan, compresa quella del sud. I nuovi combattimenti allontanano le speranze di pace, nel momento in cui il governo cerca di fronteggiare l'azione della Corte penale internazionale (Cpi), il cui procuratore Luis Moreno Ocampo ha chiesto l'incriminazione del presidente sudanese Omar al-Bashir per crimini di guerra e genocidio. Secondo i ribelli, l'esercito sudanese e le milizie alleate hanno lanciato la scorsa settimana una vasta offensiva aerea e terrestre sulle posizioni nel Nord del Darfur. Un portavoce delle Forze armate ha confermato i movimenti di truppe, ma ha sottolineato che i soldati si erano limitati a rendere sicure le strade dagli attacchi dei "banditi", senza fare riferimento a scontri diretti. ATS
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