
Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, non ha l'intenzione di incontrare il presidente del Sudan Omar al Bashir, incriminato oggi dalla Corte Penale Internazionale (Cpi) per crimini contro l'umanità. Lo ha indicato la portavoce del segretario generale, Michelle Montas, rispondendo alle numerose domande dei giornalisti del Palazzo di Vetro, durante il consueto briefing quotidiano. La portavoce ha però precisato che i funzionari delle Nazioni Unite in Sudan - e in particolare i responsabili delle missioni di pace - continueranno ad avere contatti con il governo di Khartoum. La Montas ha subito oggi il fuoco di alcuni giornalisti, in particolare britannici, che l'hanno accusata di non avere espresso chiaramente la posizione del segretario generale nei confronti del presidente incriminato, che a suo parere"rimane un capo di Stato", fino a quando il suo governo non effettuerà (il più che improbabile) arresto richiesto. Un'altra portavoce, Marie Okabe, ha detto poi che il segretario generale è "molto preoccupato" visto che "tra le sei e le dieci organizzazioni non governative hanno perduto la licenza" per operare in Darfur. La revoca delle licenze, ha precisato la Okabe, "rappresenta un grave arresto alle operazioni avviate per salvare migliaia di vite in Darfur", e Ban chiede al governo di Khartoum di "agire con urgenza per ripristinare lo status" delle ong in questione. ATS
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