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Estero
Darfur: Cina in difesa di Bashir, sospendere processo
Redazione
17 anni fa

La Cina si è dichiarata oggi "dispiaciuta e preoccupata" per l'incriminazione del presidente sudanese Omar al Bashir da parte del Tribunale penale internazionale e ha lasciato intendere che potrebbe usare il suo peso per salvarlo. In una nota diffusa dal ministero degli esteri sul suo sito web, Pechino si è spinta fino a chiedere al Consiglio di sicurezza dell'Onu, del quale è uno dei cinque membri permanenti, di "sospendere" il processo varato dal Tribunale. La Cina è la principale acquirente del petrolio sudanese e la principale fornitrice di armi al governo di Khartoum. L'iniziativa a favore di Bashir ha fatto passare in secondo piano le nuove proposte distensive lanciate a Taiwan dal premier Wen Jiabao. Nel suo discorso all'apertura dei lavori dell'Assemblea nazionale del popolo, che hanno preso il via oggi a Pechino, il primo ministro ha affermato che la Cina è "pronta a dialogaré sui problemi politici e militari" con l'isola. Taiwan è di fatto indipendente dal 1949 ma Pechino la considera una "provincia ribelle" che deve essere recuperata, se necessario con la forza. In un discorso che ha preso atto del miglioramente delle relazioni con l'isola avvenuto negli ultimi 12 mesi, Wen Jiabao ha evocato la possibilità che Pechino accetti la partecipazione di Taiwan come entità autonoma ad alcuni organismi internazionali di importanza chiave, come l'Organizzazione mondiale della sanità. Spiegando la posizione della Cina sull'incriminazione del leader sudanese il portavoce del ministero degli esteri Qin Gang ha sostenuto che iniziative come quella del Tribunale "non aiutano" a risolvere il problema di Darfur, la regione del Sudan nella quale, secondo le organizzazioni umanitarie internazionali, centinaia di migliaia di persone sono state uccise dalle milizie governative nella repressione di una rivolta etnica. Pechino, ha detto il portavoce del ministero degli esteri Qin Gang, ritiene che "...la volontà del popolo sudanese e della comunità internazionale è quella di arrivare alla pace e allo sviluppo di Darfut nel più breve tempo possibile...". "La Cina - ha proseguito - è un membro permanente e responsabile del Consiglio di sicurezza dell'Onu..." e "...non vuole vedere gli sforzi che ha fatto e i risultati positivi che ha ottenuto a Darfur finire nel nulla". ATS

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