
Il presidente sudanese Omar el Bashir è arrivato stamani in Darfur, quattro giorni dopo il mandato d'arresto emesso contro di lui dallaCorte penale internazionale (Cpi) per crimini contro l'umanitàavvenuti in questa regione del Sudan Occidentale. Il presidente visiterà la capitale del Nord Darfur, El Facher (dove è arrivato stamani) e Nyala, le due maggiori città della regione, devastata dal 2003 dalla guerra civile fra gli indipendentisti (musulmani non arabi) e il governo di Khartoum (arabo musulmano), che si appoggia anche ai miliziani locali Janjawid (pastori nomadi musulmani dell'etnia Baggara). Il conflitto ha fatto 300 mila morti secondo l'Onu (10.000 secondo il governo di Khartoum) e 2,7 milioni di profughi. Bashir con la sua visita vuole raccogliere e spronare i suoi sostenitori nella regione. Il Cpi ha emesso il 4 marzo un mandato d'arresto contro Omar el Bashir per crimini di guerra e contro l'umanità in Darfur. Le milizie Janjawid sostenute dal governo di Bashir secondo il Cpi hanno attuato dal 2003 una sistematica pulizia etnica contro i villaggi non arabi del Darfur, massacrando gli abitanti (compresi donne e bambini), stuprando, saccheggiando e distruggendo le abitazioni. La Corte non ha accolto però l'accusa di genocidio, avanzata dalla procura. Il presidente ha respinto le accuse e ha deciso di espellere 13 delle più importanti ong attive nel paese e di chiudere altre tre organizzazioni locali. ATS
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