
Meno tasse e meno immigrati, sia quelli che chiedono il soggiorno per motivi di lavoro, sia quelli che si sposano per ottenere la nazionalità: questa la ricetta del successo del primo ministro danese, Anders Fogh Rasmussen, 54 anni, riconfermato per la terza volta consecutiva a capo del governo, alla guida di una coalizione liberal-conservatrice appoggiata dall'estrema destra. Pur avendo perso nelle elezioni legislative di ieri - convocate con un anticipo di 15 mesi rispetto alla scadenza prevista - un po' di voti (2,3 per cento) e sei dei suoi precedenti 52 seggi nel Folketing (il parlamento del Regno Unito di Danimarca), Rasmussen può comunque gioire del suo successo essendo a capo del primo partito liberale che conquista consecutivamente il potere per tre volte. Oltre che per la netta sconfitta sull'avversario di sinistra, la rampante Helle Thorning-Schmidt, 40 anni, capo del Partito Socialista Popolare, che con il 13, 8 per cento e 23 seggi ha più che raddoppiato rispetto alle elezioni del 2005. ATS
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