
Al consiglio dei diritti dell’uomo, la Svizzera lancia un appello alla moderazione di fronte alle manifestazioni scaturite dopo il decesso della 22enne curda simbolo dei cortei, arrestata per aver mal indossato il velo. Oggi a Ginevra è stato anche chiesto di non limitare l'uso di Internet.
Indagini "rapide" e "indipendenti"
Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis aveva già espresso le sue preoccupazioni la settimana scorsa all'omologo iraniano Ebrahim Raisi. Ora al Consiglio dei diritti dell'uomo, l'ambasciatore elvetico all'ONU di Ginevra Jürg Lauber ha lanciato un appello per indagini "rapide" e "indipendenti" sul decesso della giovane iraniana.
Le autorità iraniane negano
La donna era stata arrestata per aver infranto le regole sul velo. Indicazioni lasciano pensare a violenze da parte delle forze dell'ordine, ma le autorità replicano che il decesso è avvenuto per cause naturali.
Decimo giorno di proteste
Oltre 1'200 manifestanti sono stati arrestati e almeno 76 avrebbero perso la vita, secondo Teheran. La situazione ha creato una grande eco mediatica nei Paesi occidentali. Ieri vi è stata una nuova ondata di proteste, che hanno ormai raggiunto il decimo giorno consecutivo. I partecipanti chiedono fra l'altro la caduta della guida suprema, l'83enne ayatollah Ali Khamenei.

