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Dal 2014 nel Mediterraneo sono morte 19'164 persone
Dal 2014 nel Mediterraneo sono morte 19'164 persone
Dal 2014 nel Mediterraneo sono morte 19'164 persone
Redazione
7 anni fa
Nel 2019 si è evidenziato un calo di arrivi del 5% rispetto all'anno precedente.

Il Mediterraneo, anche nel 2019, si è confermato un enorme cimitero per i migranti annegati mentre cercavano di raggiungere l'Europa. Il numero di morti, quasi 1.300, per varie ragioni si è quasi dimezzato rispetto al 2018, ma resta molto alto il rischio che questi disperati corrono inseguendo un futuro migliore. Gli arrivi, nel complesso in calo del 5%, si sono dimezzati in Italia e raddoppiati in Grecia.

Questo è il quadro che emerge da un comunicato dell'Oim, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, che traccia un bilancio per l'anno appena finito del flusso di migranti e rifugiati verso l'Europa attraverso le tre rotte mediterranee.

Gli arrivi nel continente sono stati 110.669, con un calo del 5% rispetto all'anno precedente e le morti sono ammontate a 1.283 con una diminuzione del 44% sul 2018 che comunque porta il numero dei decessi a quasi 20 mila (19.164) dal 2014.

Sulla rotta più pericolosa, quella tra Libia e Italia, sarebbe morto un migrante su 33 rispetto al rapporto di uno a 51 del 2017 e di uno a 35 nel 2018, calcolano i ricercatori Oim.

Come riporta una tabella, gli arrivi in Italia vengono fissati dall'Oim per il 2019 in 11.471, in ulteriore calo rispetto agli oltre 181 mila del 2016, passando per i circa 119 mila dell'anno dopo e il crollo a 23.370 del 2018, l'anno della chiusura dei porti italiani.

Per contro in Grecia gli arrivi di migranti nel 2019 sono quasi raddoppiati a 62.445 rispetto 32.742 dell'anno precedente in cui era stato registrato un livello analogo a quello del 2017 dopo l'esodo da circa 854 mila persone del 2015 della crisi siriana con uno strascico da 174 mila individui l'anno successivo.

Per le cifre su annegamenti e altri decessi c'è però il sinistro cono d'ombra di "un crescente numero di naufragi che devono ancora essere confermati", avverte l'agenzia "collegata" alle Nazioni unite: si tratterebbe di "centinaia di vite andate perdute senza lasciare tracce" a bordo di "imbarcazioni fantasma", barconi e gommoni segnalati dispersi ma per i quali non è stato possibile rintracciare solide prove. Un fenomeno "sempre più frequente da quando la presenza" di "soggetti europei e non-governativi", quindi le ong, "è diminuita alla metà del 2017", nota l'Oim.

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