
La Russia, principale alleato del regime di Bashar al Assad, ha annunciato oggi di aver inviato all'aeroporto siriano di Latakia 50 camion e 25 veicoli blindati per il trasporto fino al Mediterraneo dell'arsenale chimico dichiarato da Damasco e messo in sicurezza nei mesi scorsi da un team dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac). Intanto l'aviazione dello stesso regime continua da otto giorni indisturbata a bombardare aree civili di Aleppo. Tanto che la coalizione delle opposizioni in esilio (Cns) afferma che se i raid lealisti continueranno, la piattaforma - sostenuta almeno formalmente dall'Occidente - non parteciperà ai negoziati internazionali previsti in Svizzera il prossimo gennaio. Da domenica 15 dicembre a ieri sera, il Centro di documentazione delle violazioni in Siria (Vdc), che dal 2011 monitora nel dettaglio le violenze nel Paese, ha contato 432 uccisi identificati ad Aleppo e nella sua regione. Di questi 403 sono civili, tra cui 129 minori e 43 sono donne. Altre decine di vittime sono ancora da identificare o aspettano di esser recuperate sotto le macerie di interi edifici colpiti dalle bombe.
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