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'Da quest mumént chìi sii mari e mijèè'
Redazione
17 anni fa
Celebrato a Como il primo matrimonio in dialetto lombardo da un assessore leghista. Presenti diversi giornalisti e curiosi

Volevano un matrimonio celebrato in dialetto lombardo. L'assessore però non ha potuto accontentare gli sposi senza rispettare quanto prevede la legge. Il risultato è stato che le nozze si sono svolte sia nella lingua italiana che in lombardo. Alla fine tutti contenti con applausi e lancio di riso. E' accaduto a Como, dove oggi sarà ricordato come il giorno del primo matrimonio in dialetto. A celebrarlo l'assessore all'Ambiente del Comune, il leghista Diego Peverelli, al quale gli sposi, una coppia di mezza età, si erano rivolti con quella richiesta precisa. L'amministratore lumbard, in verità, ha tentato di sviare la curiosità scoppiata nei giorni scorsi, negando una tale eventualità. Ma in mattinata alla celebrazione in comune c'erano anche diversi curiosi e alcuni giornalisti. Così la cerimonia si è svolta secondo tradizione, ma in doppia lingua. Compresa la parte fondamentale del matrimonio civile, la lettura degli articoli del codice civile. Peverelli li ha letti in italiano, poi li ha ripetuti in dialetto lombardo. Non si è potuto fare di più, in attesa che venga presa in considerazione una recente proposta di legge del deputato del Carroccio Pierguido Vanalli intitolata «Introduzione dell'articolo 107-bis del codice civile per la celebrazione di matrimoni in lingua locale». Peverelli è già stato protagonista di decisioni che hanno provocato l'interesse dei giornali. Sua un anno fa l'idea di registrare il centralino telefonico del Comune di Como anche in lingua locale. Anzi ha inciso personalmente il messaggio: «Se ta vöret parlaà cun l'operaduù schiscia ul quater». ATS

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