
Resta alta la tensione in Perù dove in varie regioni del centro-sud continuano le proteste antigovernative e gli scontri fra manifestanti e forze dell'ordine, che ieri sono stati particolarmente intensi a Cusco. In un comunicato ufficiale, riferisce la radio Rpp, il governo regionale di Cusco ha segnalato che sono stati almeno 22 i feriti, civili e poliziotti, ricoverati negli ospedali della città.
Attivi 12 blocchi stradali
In corteo molte centinaia di persone hanno cercato ripetutamente di giungere fino all'aeroporto internazionale della città ma la polizia, con l'aiuto di autoblindo, e con l'uso di gas lacrimogeni e proiettili non letali, sono riusciti a sventare il tentativo. Da parte sua il quotidiano "La Republica" ha segnalato che nella regione di Cusco sono attivi almeno 12 blocchi stradali che hanno paralizzato il trasporto di persone e di merci.
17 morti per arma da fuoco
Lo stesso giornale ha anche pubblicato una notizia che sicuramente non contribuirà a calmare gli animi di quanti chiedono lo scioglimento del Parlamento, le dimissioni della presidente della repubblica Dina Boluarte, e immediate elezioni. Infatti, il coordinatore dei ministeri pubblici che lottano contro la criminalità organizzata, Jorge Chávez Cotrina, ha dichiarato ieri che i 17 morti di lunedì nelle manifestazioni di Juliaca, nella regione di Puno, sono stati colpiti da proiettili di arma da fuoco. "È stata decisa un'istruttoria di 60 giorni - ha aggiunto - classificata come omicidio premeditato e lesioni gravi".

