
Il presidente cubano, Raul Castro, ha presieduto ieri la prima giornata di lavori del settimo congresso dell'Unione degli scrittori e artisti di Cuba (Uneac), apertosi con una relazione introduttiva in cui non sono state risparmiate critiche a "funzionari inetti e improvvisati" del decennio passato. Con un palese intento di autocritica, il presidente della commissione organizzativa del congresso, Miguel Barnet, ha letto un documento in cui si ammette "il deterioramento progressivo" dell'Uneac, creata nel 1961, anche per colpa di responsabili "inetti e improvvisati, assolutamente all'oscuro dei complessi meccanismi del mercato artistico, (che) sono stati al centro di un'attività commerciale in zone periferiche di compravendita delle arti plastiche e dello spettacolo" negli anni '90. Essi, ha insistito Barnet, ''hanno generato con frequenza il degrado degli autentici valori della nostra cultura e talvolta sono caduti in comportamenti molto vicini alla corruzione, che in alcuni casi hanno dovuto essere chiariti nei tribunali di giustizia". Il congresso si concluderà venerdì e durante i lavori sarà ribadita l'importanza "del pluralismo, sia pure nel quadro del rafforzamento del socialismo". Nei giorni precedenti al congresso, che non si riuniva da dieci anni ed a cui non sono stati ammessi i giornalisti stranieri, l'Uneac ha avviato per la prima volta via Internet una riflessione sui temi da trattare durante i lavori, aperta non solo ai cubani residenti nell'isola, ma anche all'estero. ATS
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