
È stato ufficializzato l'ingresso di Cuba come paese associato nel blocco economico Brics, guidato da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. L'entrata dell'Avana coincide con quella della Bolivia, le uniche due nazioni latinoamericane tra le nove entrate nel blocco dei Brics come soci partner dal primo gennaio 2025. L'entrata di Cuba era stato concordata durante il vertice tenutosi lo scorso ottobre a Kazan. Il sito all news statale Cubadebate sottolinea che i Brics "si consolidano come un'alternativa al sistema egemonico guidato dalle economie occidentali", aggiungendo che l'ingresso di Cuba nel Brics+ rappresenta "un'opportunità chiave per eludere" l'embargo statunitense. Per il sito di governo "la possibilità di commerciare con valute locali all'interno del Brics permetterà all'Isola di ridurre la sua dipendenza dal dollaro e di aprirsi a nuovi flussi commerciali". Il presidente Miguel Díaz-Canel ha dichiarato che il blocco offre "una grande speranza per i paesi del Sud, nella loro lotta per un ordine internazionale più giusto e democratico"
Il Brasile assume la presidenza del Brics per il 2025
Il Brasile ha assunto la presidenza di turno del gruppo Brics, il cui vertice dei capi di Stato e di governo è previsto nel mese di luglio a Rio de Janeiro. Tra i cinque obiettivi del mandato brasiliano spiccano il rafforzamento della cooperazione tra i Paesi del Sud del mondo e l'approfondimento della discussione sullo sviluppo dei mezzi di pagamento altercativi al dollaro per gli scambi commerciali tra i membri del blocco. "La presidenza brasiliana si concentra sulla cooperazione Sud-Sud e sulla riforma della governance globale", ha informato il governo in una nota. Una delle "priorità" del mandato brasiliano è la "facilitazione degli scambi e degli investimenti tra i paesi del gruppo attraverso lo sviluppo di metodi di pagamento" che potrebbero comportare la parziale sostituzione del dollaro statunitense. Il mandato brasiliano sarà il primo dopo l'allargamento del blocco - finora composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica - ai nuovi Paesi membri: Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia e Iran.

