
Come se non bastassero l'embargo, le spie e i tentativi di uccidere Fidel Castro, ora anche i sigari! Il governo cubano ha reagito con stizza alla recente sentenza della Giustizia statunitense che ha autorizzato la General Tobacco Co a vendere sigari prodotti nella Repubblica Dominicana con il marchio Cohiba, una decisione denunciata come "l'ennesimo furto sfacciato coperto dal blocco" imposto da Washington all'isola. La Commissione di Processi ed Appello per Marchi Registrati (Ttab) americana ha deciso infatti che non è ricevibile la richiesta presentata dalla Cubatabaco - che confeziona i sigari Cohiba, considerati fra i migliori al mondo, per conto del governo castrista - per impedire l'uso della marca dalla General Tobacco, giacchè l'azienda cubana non possiede una personalità giuridica negli Usa e dunque non può presentare azioni legali presso gli organismi di questo paese. Cubadebate - portale web del governo castrista - ha stigmatizzato la decisione della Ttab, sostenendo che "il furto sfacciato delle marche cubane negli Stati Uniti continua ad essere protetto dalle autorità federali di quel paese, che si giustificano con i regolamenti del blocco economico, finanziario e commerciale che Washington pratica contro Cuba". Il passo della Ttab costituisce un nuovo capitolo di una battaglia giudiziaria lanciata dall'Avana quasi 16 anni fa per rivendicare il marchio Cohiba, simile a quella ancora in corso - come ricorda Cubadebate - riguardo alla "famosa marca di rum Havana Club, prodotta dalla compagnia Bacardi, in un altro disconoscimento delle norme internazionali riguardo a marchi, patenti e proprietà intellettuale".
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