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Estero
Cuba: concerto, un milione per pace senza frontiere
Redazione
17 anni fa

Oltre un milione di persone che riempivano ieri la Plaza de la Revolucion all'Avana hanno applaudito i messaggi di fratellanza fra i cubani che vivono nell'isola e gli esuli nel mondo lanciati dal palco in occasione del megaconcerto 'Pace senza frontiere' organizzato dal colombiano Juanes e al quale ha partecipato anche Jovanotti. "Alla fine, ragazzi, siamo tutti uguali", ha urlato Juanes, residente a Miami, felice di "poter essere qui al di sopra di ogni differenza". L'autore de 'La camisa negra' (canzone che parla del lutto per la perdita di un amore) ha fatto vibrare di emozione con le sue canzoni il pubblico, in massima parte vestito di bianco come richiesto dagli organizzatori come simbolo di pace. Juanes ha chiesto che "tutti i giovani degli Stati Uniti e di tutte le parti possano rinunciare l'odio per l'amore" prima di interpretare la canzone "Odio por amor" insieme a Miguel Bosé, anche lui nel 'cast' del grande evento musicale. L'iniziativa ha sollevato entusiasmi ma ha provocato anche accese proteste tra gli esuli cubani a Miami, che hanno visto nella manifestazione un modo per appoggiare il regime cubano. Jovanotti ha portato un po' di "funky italiano" al concerto con 'Penso positivo' e 'L'ombelico del mondo", che è Cuba, ha proclamato. Non per nulla questa canzone l'ha scritta dopo il suo concerto tenuto all'Università dell'Avana nel 1995. Miguel Bosé (era stato lui a presentare il suo "grande amico" Jovanotti) ha affermato che "stiamo diventando realtà un sogno di pace, concordia e una mano distesa al dialogo". Bosé ha regalato al pubblico 'Te amare', 'Partisano', 'Bandido' e 'Un muro', cantanto insieme al cubano Carlos Varela. ATS

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