
L'invio di soldati svizzeri al largo della Somalia per partecipare alla missione anti pirateria "Atalanta", ha ricevuto il primo via libera del parlamento. Il Consiglio degli Stati ha autorizzato infatti la missione, con 33 voti contro 5. La decisione del Nazionale, però, potrebbe farsi attendere fino a dicembre. La Svizzera fa parte della comunità internazionale e approfitta della sicurezza dei mari, ha rammentato a nome della commissione Hans Altherr (PLR/AR), cui ha dato man forte Claude Hêche (PS/JU), sottolineando l'importanza economica della marina elvetica, forte di una trentina di navi. "Non offrire ad esse protezione potrebbe avere gravi conseguenze", ha commentato. I militari svizzeri - essenzialmente soldati d'élite professionisti - dovrebbero proteggere anche le imbarcazioni del Programma alimentare mondiale (PAM). "Il nostro Paese deve partecipare alla lotta contro la fame in Somalia, scortando le navi che trasportano aiuto, come cibo e medicinali, ha aggiunto Hêche. Come è ormai abitudine quando si tratta di inviare soldati all'estero, l'UDC si è detta contraria alla missione Atalanta, che proviene dall'Unione Europea. Per giustificare questa posizione i senatori democentristi non hanno sollevato la questione della neutralità, ma il fatto che non ci sono basi legali sufficienti per aderire alla missione anti pirateria. Luc Recordon (Verdi/VD) ha avanzato una argomentazione pratica: "non penso - ha detto - che il nostro impiego militare con commando di marina o di occasionali fucilieri sia una buona idea, poiché non bisogna comportarsi da dilettanti in compiti per i quali non siamo preparati". Recordon, così come Liliane Maury-Pasquier (PS/GE), ha detto che la Svizzera farebbe meglio a concentrarsi "su ciò che ha di più forte", ossia fornire aiuti e operare per una mediazione. La ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey ha avuto gioco facile nel ribattere che da anni la Svizzera porta avanti proprio interventi di aiuto umanitario e sviluppo, ma per continuare a farlo c'è bisogno di maggiore sicurezza in loco. ATS
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