
Impennata di voti per il Partito Socialdemocratico (SDP, centrosinistra) di Zoran Milanovic, ma maggioranza relativa in seggi per l'HDZ (centrodestra) del premier in carica Ivo Sanader. È questa l'ultima indicazione dei dati ufficiali delle elezioni politiche svoltesi ieri in Croazia, sulla base dello spoglio di ormai il 95% delle schede reso noto stamattina dalla Commissione elettorale. Il conteggio attribuisce 60 seggi all'HDZ (che ne perde una mezza dozzina rispetto al 2003) e 57 allo SDP (che ne guadagna 23), correggendo gli exit poll di ieri sera i quali avevano accreditato un vantaggio sul filo di lana - in voti, ma anche in seggi - al centrosinistra. Sullo sfondo resta una situazione generale che lascia comunque aperta la partita per la formazione del futuro governo, confermando le previsioni di un ruolo da ago della bilancia per i raggruppamenti minori e per i rappresentanti delle minoranze etniche. Lo HDZ, che può contare anche sui deputati eletti dalla diaspora, ha già rivendicato a Sanader - quanto meno in prima battuta - l'incarico di primo ministro designato. Una pretesa che lo Jutarnji List, principale quotidiano di Zagabria, accredita stamane come legittima. Tuttavia lo SDP non rinuncia ad avanzare a sua volta la propria candidatura per la guida del futuro esecutivo - che entrambi i contendenti affermano di voler dirigere per portare il Paese nell'UE e nella NATO entro il 2010 -, in virtù dell'incremento di consensi ottenuto e della dichiarata capacità di aggregare molti dei partiti minori. Il presidente della Repubblica, Stipe Mesic, ha fatto sapere da parte sua di voler conferire l'incarico a chi - fra Sanader e l'economista Ljubo Jurcic, candidato premier dello SDP - dimostrerà per primo di poter contare su una maggioranza (assoluta) di 77 seggi in seno al nuovo Sabor: il parlamento di Zagabria. Decisiva sarà dunque la collocazione dei sette partiti minori (due progressisti, due nazionalisti e tre centristi), nonché degli 8 deputati riservati alle minoranze etniche: inclusi i tre eletti dalla comunità serba e l'unico - Furio Radin, giunto alla quinta legislatura consecutiva - indicato dai circa 20'000 italiani di Fiume, Istria e Dalmazia. ATS
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