
I risultati definitivi delle elezioni politiche tenutesi ieri in Croazia confermano il minimo vantaggio del centrodestra guidato da Tomislav Karamarko che ha ottenuto soli 3600 voti in più della coalizione di centrosinistra del premier uscente Zoran Milanovic. Nessuno dei due principali schieramenti potrà formare da solo il futuro governo, avendo, entrambi, a testa 56 deputati, su di un totale di 151, e una maggioranza minima necessaria per governare di 76. L'Unione democratica croata (Hdz, conservatori), insieme ad altri sette partiti minori, ha ottenuto il 33,9 per cento, ovvero 746'300 voti. La coalizione capeggiata dai socialdemocratici del premier uscente Zoran Milanovic ha preso invece 742'700 preferenze, il 33,7 per cento del totale. Il terzo partito diventa Most (Ponte, centristi) che conquista il 13,8 per cento. Al centrodestra si uniscono altri tre eletti nella diaspora croata, ma tre sono anche i deputati della Dieta democratica istriana (Ids, regionalisti) che hanno già annunciato di appoggiare Milanovic per un secondo mandato da premier. In parlamento entrano altri quattro partiti che avranno uno o due deputati ciascuno e non influiscono sulla formazione di una maggioranza. Otto sono i rappresentanti delle minoranze etniche, tra cui tre per quella serba e uno a rappresentare gli italiani di Istria e Fiume. L'affluenza è stata buona. Ha votato il 61 per cento dei 3,8 milioni di aventi diritto. I risultati diverranno ufficiali dopo la ripetizione tra una settimana del voto in otto seggi elettorali per minori irregolarità, ma non si prevede che l'esito possa mutare.
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