
Il governo di centrosinistra maltese del primo ministro Lawrence Gonzi, in carica dal 2004, è caduto ieri sera dopo essere stato messo in minoranza in Parlamento nella votazione sulla finanziaria del 2013. Ciò porterà a nuove elezioni che, ha comunicato il premier uscente, si terranno il 9 marzo dell'anno prossimo. Già domani mattina Gonzi vedrà il presidente della Repubblica George Abela che scioglierà le Camere, avviando il processo elettorale. L'esecutivo ha perso la maggioranza per il voto contrario del deputato Franco De Bono, parlamentare della maggioranza che ha votato contro il progetto di bilancio 2013 andando così a sostenere l'opposizione. Prima di esprimere il suo decisivo "no", il deputato ha dichiarato la sua completa opposizione al metodo di governo del premier e ha dichiarato di aver scelto di votare con l'opposizione "perfettamente consapevole del fatto che il suo voto avrebbe fatto cadere il governo". A tarda sera il primo ministro Lawrence Gonzi ha tenuto una conferenza stampa, ripetendo che si voterà il 9 marzo. Gonzi, leader del Partito nazionalista (PN), era diventato capo dell'esecutivo nel 2004, al posto di Edward Fenech Adami. È durante il suo mandato, proprio nel 2004, che il piccolo arcipelago ha aderito all'Unione Europea, entrando poi nell'Eurozona quattro anni più tardi, nel 2008. Nelle consultazioni del 2009 il Partito nazionalista aveva vinto di nuovo le legislative, ma con un solo seggio di scarto: quello che è bastato a De Bono per farlo cadere. Chi vincerà le elezioni di marzo e andrà al governo guiderà un esecutivo che avrà, dal 2016, la presidenza di turno europea. Proprio su uno dei dossier oggi ancora aperti a Bruxelles, il bilancio europeo, l'opposizione guidata dal leader laburista Joseph Muscat ha sottolineato che i suoi parlamentari devono ora essere consultati dal governo uscente "prima di fare un accordo" in sede Ue. ATS
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