
Per un soffio - ovvero appena tre voti a favore (153 su 298 votanti) - il premier greco Giorgio Papandreou ha ottenuto stanotte la fiducia al suo governo dal Parlamento e rimarrà, ancora per qualche giorno, al suo posto. Inoltre ha detto che si recherà dal presidente della Repubblica Karolos Papoulias per informarlo che intende aprire le consultazioni con i leader degli altri partiti "per la formazione di un governo di unità nazionale". La credibilità della Grecia, e del suo governo ha toccato i minimi storici dopo che il premier, all'indomani del suo rientro in patria da Bruxelles, dove il 27 ottobre aveva firmato l'accordo con l'Ue per il salvataggio del Paese, ha annunciato l'intenzione di sottoporre l'accordo stesso ad un referendum. Nel suo intervento in chiusura del dibattito, Papandreou ha affermato che la Grecia ha bisogno di "una coalizione di governo più ampia ed onesta per garantire l'accordo raggiunto a Bruxelles il 27 ottobre con i partner europei per il salvataggio del Paese'. La Grecia "deve voltare pagina", ha detto ancora il premier, che è stato applaudito molte volte, ed ha ribadito che le elezioni anticipate sarebbero "catastrofiche" per la Grecia e rovinerebbero tutto quanto si è sinora fatto per ottenere gli aiuti dell'Ue. Già ieri sera, inoltre, ad Atene, hanno cominciato a girare voci secondo cui - se il premier avesse ottenuto la fiducia - avrebbe nominato come suo successore il ministro delle Finanze (e già vice premier) Evangelos Venizelos. Ma, secondo vari analisti, i giochi sono ancora del tutto aperti a vari livelli. E c'è anche chi ha fatto il nome di Dora Bakoyannis, già sindaco di Atene durante le Olimpiadi del 2004 e carismatico ministro degli Esteri con il precedente governo conservatore di Costas Karamanlis, come un possibile "delfino" di Papandreou. Dora Bakoyannis, prima ancora che si conoscesse l'esito del voto, ha dichiarato di essere pronta a cooperare in un eventuale governo di coalizione. ATS
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