
Le copie delle fatture per decine di migliaia di franchi inviate dall'ente ospedaliero vallesano alle famiglie di tre vittime italiane dell'incendio di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana hanno sollevato nuovo malumore a Roma. Il Canton Vallese getta acqua sul fuoco. L'ammontare delle fatture è compreso tra 17.000 e 66.800 franchi e corrisponde, per ciascuno dei tre pazienti, a prestazioni mediche fornite nel solo primo giorno di ricovero, il primo gennaio. I tre erano poi stati trasferiti al Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano.
Le autorità fanno chiarezza
«Le cure prestate all'ospedale in Vallese non sono a carico delle famiglie», ha ricordato oggi il Servizio vallesano della sanità pubblica (SSP/DGW) a Keystone-ATS, facendo eco a informazioni delle agenzie di stampa e dei media italiani. Le autorità di Sion avevano già fatto chiarezza ieri sia con l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado sia con l'assessore della Regione Lombardia allo stato sociale Guido Bertolaso, che rappresenta le vittime e i feriti italiani nella fondazione che ha il compito di individuare le modalità per indennizzare al meglio tutte le famiglie.
«Si tratta di atti dovuti»
«Il presidente del (Consiglio di Stato del) Cantone del Vallese Mathias Reynard (PS) mi ha assicurato che nulla è dovuto dalle famiglie agli ospedali e che le spese sanitarie saranno sostenute in toto dal Canton Vallese, ed eventualmente dalla Confederazione, e che nulla sarà chiesto allo Stato italiano, come del resto avevano annunciato sin dall'inizio», ha detto ieri Cornado, citato dall'agenzia di stampa italiana Ansa. Reynard ha indicato a Keystone-ATS di aver avuto un colloquio telefonico con il capo delle missione italiana in Svizzera ieri sera. Insieme, hanno deciso di incontrarsi venerdì prossimo in Vallese. Il tenore delle affermazioni, sempre ieri, di Bertolaso è assolutamente analogo: le copie delle fatture «sono atti dovuti, sono delle certificazioni che gli ospedali devono fare per coprire il loro bilancio e giustificare ai loro contabili. È chiaro che non esiste che nessuno debba sborsare un solo euro per quello che è successo».
Giorgia Meloni: «Sono scioccata»
Reazione invece assai più risentita stamani da parte della presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia). «Sono rimasta scioccata dalla notizia delle fatture da decine di migliaia di euro inviate da un ospedale svizzero alle famiglie di alcuni ragazzi coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. Un ospedale di Sion è arrivato addirittura a chiedere oltre 70.000 euro per poche ore di ricovero. Un insulto, oltre che una beffa, che solo una disumana burocrazia poteva produrre», ha scritto la premier italiana su varie reti sociali, stando a quanto riportano varie agenzia di stampa. «Le autorità svizzere hanno assicurato che si è trattato di un errore, e che le famiglie non dovranno pagare nulla. Ma ho chiesto all'ambasciatore di tenere altissima l'attenzione su questo tema, perché sarebbe ripugnante che costi del genere possano ricadere sulle vittime o sull'Italia (...). Il governo italiano rinnova la propria solidarietà ai ragazzi rimasti coinvolti e alle loro famiglie, e continuerà a fare tutto quello che è necessario per fare luce sulla tragedia e accertare le responsabilità».
Già informate le famiglie
A Keystone-ATS il SSP/DGW spiega che «le famiglie sono state informate per posta, tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, sulla procedura da seguire nel caso in cui avessero ricevuto fatture mediche non a loro carico». Concretamente, le tre fatture (di cui le famiglie hanno ricevuto una copia) sono state trasmesse all'Istituzione comune LAMal (l'ente svizzero che gestisce le spese mediche a livello internazionale), al fine di stabilire, insieme alle assicurazioni italiane (e/o all'ente italiano di collegamento internazionale), quale assicurazione si faccia carico di quale prestazione. Se dovesse rimanere un saldo, se ne faranno carico i Consultori dell'aiuto alle vittime di reati, istituiti in base alla legge omonima (Legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati).
Evitare nuovi malintesi
«In ogni caso, le famiglie non dovranno pagare alcuna fattura medica», conferma lo Stato del Vallese, che vuole evitare un nuovo malinteso tra Italia e Svizzera in relazione alla tragedia, la quale ha causato la morte di 41 persone e il ferimento di 115, tra cui vari cittadini della vicina Repubblica. «Tutte le fatture relative al tragico incidente di Crans-Montana sono state trasmesse agli assicuratori dei pazienti, nel caso dei residenti in Svizzera, e all'Istituzione comune LAMal, nel caso dei pazienti europei, in conformità con gli accordi bilaterali», conferma l'ente ospedaliero vallesano. «Sono state emesse nel rispetto delle tariffe previste dalle convenzioni tariffarie. Come per tutte le fatture emesse a nome delle assicurazioni in Svizzera, è stata inviata una copia ai pazienti a titolo informativo, conformemente alle disposizioni previste dalla LAMal», la Legge federale sull'assicurazione malattie.

