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Estero
Costa: i morti sono sei
Redazione
15 anni fa
Il passaggio vicino all'isola per omaggiare il capo-maître, originario del posto. Video: guarda la ricostruzione del naufragio

Sono saliti a sei i morti del naufragio della nave Concordia, incagliatasi a qualche centinaio di metri dalle coste dell'Isola del Giglio, al largo della Toscana. Il cadavere di un uomo è stato trovato a bordo del bastimento semi sommerso dalle acque. Si tratta di un bilancio destinato probabilmente a salire, giacché ieri sera mancavano all'appello ancora 16 persone. Per quanto riguarda i cittadini svizzeri, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha reso noto ieri pomeriggio che i Confederati finora localizzati sono 61 su 69 imbarcati. Due di loro, rimasti feriti nell'incidente, hanno già potuto lasciare l'ospedale. Il DFAE ha comunque precisato di non avere notizie di Svizzeri fra le persone ufficialmente date per disperse. Il personale dell'ambasciata elvetica a Roma e il consolato generale di Milano hanno portato aiuto alla sessantina di passeggeri elvetici tratti in salvo. La maggior parte di loro ha potuto essere soccorsa a Porto Santo Stefano, in Toscana, così come a Savona, in Liguria. Intanto, dalla scatola nera recuperata è emerso ciò che tutti, al Giglio, hanno visto: la Concordia era a soli 150 metri dalla costa, un punto dove non avrebbe mai dovuto essere. L'allarme è stato dato un'ora dopo l'impatto con lo scoglio. Il passaggio vicino all'isola per omaggiare il capo-maîtreCosa ha portato il comandante della Costa Concordia ad avvicinarsi pericolosamente all’Isola del Giglio? Da quanto emerge si tratterebbe di un omaggio a Mario Palombo, ex comandante storico della Costa Crociere e che si ritenesse fosse ospite dell’isola e all’unico gigliese a bordo della nave  ovvero il capo-maître Antonello Tievoli, come si legge sul sito del Corriere della Sera."Antonello vieni a vedere, che stiamo sopra al tuo Giglio» questa la frase che il comandante Francesco Schiattino, ora indagato, tra le altre cose, per omicidio, avrebbe rivolto al suo capo-maître. Lui si è affacciato, ha guardato, ha visto. "Attenti, che siamo vicinissimi alla riva" ha detto al comandante il maître.La manovra eseguita dal Comandante in gergo di chiama “inchino” ossia il passaggio vicino ad un luogo per omaggiare un membro dell’equipaggio.Ironia della sorte lo storico comandante Palombo non si trovava nemmeno sull’isola, ma si trovava a Grosseto, dove passa i mesi invernali.  Pare che la prassi dell’”inchino” la facesse sempre anche lui, anche a Camogli "Ma io concordavo sempre il passaggio con la Capitaneria di porto" ha detto.ATS/RED

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