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Estero
Costa d'Avorio: presidenziali; Gbagbo si insedia, resta caos
Redazione
16 anni fa

Il presidente ivoriano uscente, Laurent Gbagbo, ha prestato giuramento come presidente della Costa d'Avorio in una cerimonia svoltasi nel pomeriggio nel palazzo presidenziale ad Abidjan. Ma la situazione è tutt'altro che tranquilla, con l'altro candidato, Alassane Ouattara, che in mattinata ha inviato al Consiglio Costituzionale una lettera nella quale, a sua volta, ha giurato da presidente. Dopo le barricate e gli scontri tra opposte fazioni che nella notte hanno causato almeno due morti, numerosi feriti e devastazioni nella capitale, la situazione resta molto tesa: il Consiglio Costituzionale, che ha dato ieri la vittoria a Gbagbo con poco più del 51% dei suffragi, ha ottenuto il sostegno dei militari. Nel contempo però, la comunità internazionale - dagli Usa alla Francia, dalla Gran Bretagna all'Unione Africana e alle Nazioni Unite - hanno fatto sapere di considerare legittima la vittoria attribuita l'altroieri dalla Commissione elettorale nazionale a Ouattara con più del 54% dei voti. Nel palazzo presidenziale Gbagbo si è insediato "davanti al popolo sovrano della Costa D'Avorio" e ha tra l'altro detto: "Giuro solennemente e sul mio onore di rispettare e di difendere la Costituzione...". Più o meno le stesse parole scritte da Ouattara, costretto però anche a spiegare che "circostanze eccezionali" lo hanno costretto a non prestare giuremento di persona e a ricorrere al "giuramento scritto". In serata si è mosso anche il primo ministro uscente Guillaume Soro, ex leader ribelle diventato capo del governo dopo aver siglato con Gbagbo, nel 2007, l'accordo di pace di Ouagadougou. Ha scelto Ouattara, gli ha presentato le dimissioni e da lui è stato incaricato di formare un nuovo esecutivo. Tutto resta estremamente instabile. I fattori economici sono rilevanti: secondo fonti diplomatiche, tra i big mondiali la Russia, che in Costa D'Avorio è presente con la Lukoil, sta dalla parte di Gbagbo. Ma il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha fatto sapere che non "lavorera"' (cioè non ridurrà il debito) con un governo come quello di Gbagbo che non è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite. ATS

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