
"Ci sono state più di 800 esecuzioni" nella città di Duekouè, nel centro ovest della Costa d'Avorio, da quando si è svolto il secondo turno delle elezioni presidenziali lo scorso novembre. Lo ha reso noto oggi la Federazione internazionale dei diritti dell'uomo (Fidh). "La Fidh - afferma l'organizzazione in un comunicato - conferma che vi sono stati massacri nella città di Duekouè, dove, dal secondo turno delle presidenziali oltre 800 persone sono state giustiziate. Testimonianze confermano le esecuzioni mirate di singoli individui, soprattutto di etnia Gueré, il 29 marzo 2011 nel quartiere Carrefour". Nel corso di una offensiva lampo questa settimana, le forze fedeli ad Alassane Ouattara, riconosciuto presidente eletto dalla comunità internazionale, hanno preso il controllo di quasi tutto il Paese, tranne roccaforti ad Abidjan dei sostenitori di Laurent Gbagbo, capo di Stato uscente che rifiuta di lasciare il potere. Il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) ha affermato ieri sera che "almeno 800 persone" sono state uccise martedì scorso nei combattimenti a Duekoué. Un primo bilancio fornito dalla missione dell'Onu in Costa d'Avorio (UNOCI) parla oggi di 330 morti, in maggior parte uccisi dalle Forze repubblicane di Costa d'Avorio (Frci) pro-Ouattara. ATS
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