Cerca e trova immobili
Francia
Cortei contro le violenze della polizia anche a Parigi
© Shutterstock
© Shutterstock
Keystone-ats
3 anni fa
ella capitale, dove il divieto era stato pronunciato per i "rischi all'ordine pubblico", in 1'000 si sono presentati alla République, compresi alcuni esponenti del partito della gauche radicale La France Insoumise.

Si sono tenute in molte città francesi le programmate "marce cittadine" fra "dolore e rabbia" contro le violenze della polizia. Anche a Parigi, nonostante fosse stata vietato, vi è stato un breve raduno a place de la République, dove ha parlato la sorella del giovane Adama Traoré, morto nel luglio 2016 poco dopo il suo fermo. Ma la donna stessa ha poco dopo invitato tutti a sciogliere il raduno. Nella capitale, dove il divieto era stato pronunciato per i "rischi all'ordine pubblico", in 1'000 si sono presentati alla République, compresi alcuni esponenti del partito della gauche radicale La France Insoumise.

Le parole di Assa Traoré

La sorella del giovane ucciso, Assa Traoré, diventata in questi anni un simbolo della lotta contro le violenze della polizia, ha preso la parola su una panchina della piazza, davanti allo sguardo di molti poliziotti presenti: "Manifestiamo per i giovani - ha detto - per denunciare le violenze della polizia. Vogliono nascondere i nostri morti. Autorizzano la marcia dei neonazisti ma vietano la nostra. La Francia - ha continuato - non può dare lezioni di morale. La sua polizia è razzista, la sua polizia è violenta". Ha poi sottolineato che vietando la manifestazione per l'anniversario della morte del fratello "il governo ha deciso di gettare olio sul fuoco", con "una totale mancanza di rispetto". Poco dopo, la stessa Assa Traoré ha chiesto a tutti i presenti di "lasciare la piazza senza commettere violenze". La folla si è dispersa pochi minuti dopo. In una trentina di altre città si sono svolte marce di protesta per la morte di Nahel, 17 anni, ucciso il 27 giugno a Nanterre da un poliziotto durante un controllo stradale.