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Cortei a Londra per Floyd: “Teppisti infiltrati”
Foto Shutterstock
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Keystone-ats
6 anni fa
Il premier britannico Boris Johnson per la libertà di manifestazione ma senza “attaccare la polizia”

Il governo Tory britannico punta il dito contro alcune frange “minoritarie” delle decine di migliaia di manifestanti scesi in piazza negli ultimi giorni a Londra e in altre città contro il razzismo sulla scia di quanto accaduto negli Usa a George Floyd, per singoli episodi di “violenza” e attacchi alla polizia o contro statue di personaggi storici. In un tweet diffuso ieri il premier britannico Boris Johnson ha difeso il diritto di protestare, ma non di “attaccare la polizia” e di “infiltrare la protesta con il teppismo”. “È ovvio che piccoli gruppi hanno puntato deliberatamente alla violenza, sullo sfondo di una folla largamente pacifica, e che la polizia ha risposto in modo proporzionato”, gli ha fatto eco oggi alla Bbc il viceministro dell’Interno, Kit Malthouse, precisando che ieri sono stati arrestati altri 12 dimostranti e sono rimasti contusi 8 agenti (31 in totale da venerdì).

Malthouse ha aggiunto che i video di chi ha lanciato Molotov o petardi contro poliziotti a cavallo - in seguito ai quali diversi animali si sono imbizzarriti e un’agente donna è finita in ospedale con lesioni serie - saranno esaminati, e altri fermi potranno seguire. Mentre ha definito “illegali” pure “gli atti di vandalismo” contro varie statue: da quella dedicata a Edward Colston, riverito uomo d’affari dell’epoca imperiale, ma trafficante di schiavi, buttata giù a Bristol; a quella di Winston Churchill, imbrattata da un gruppetto a Londra con la scritta “è stato un razzista” di fronte al Parlamento di Westminster.

Il viceministro non ha comunque voluto ipotizzare divieti contro nuovi cortei, pur denunciando i rischi per la salute pubblica che le evidenti violazioni al distanziamento e alle restrizioni dell’emergenza coronavirus stanno comportando.

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