
Dopo svariati aggiornamenti, allarmismi e confusione abbiamo deciso di farvi il punto sulla situazione. Stasera se ne parlerà al TgTalk alle 19.10.
Da dove arriva il nuovo coronavirus?
Wuhan è la più grande città della Cina centrale ed è il luogo dove sono stati identificati i primi casi di infezioni da 2019-nCoV. Il 31 dicembre 2019, la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan ha inviato una segnalazione all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), spiegando di avere registrato un certo numero di casi di polmonite con cause ignote.
Oms: "Rischio a livello globale è elevato"
Oggi l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che il rischio globale derivante dal coronavirus è "elevato", ammettendo un errore nei suoi precedenti rapporti in cui riferiva che il rischio fosse "moderato".
L'ultimo rapporto dell'organismo dell'Onu, diffuso domenica sera, ha rilevato un rischio "molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale". In una nota aggiunge che nelle comunicazioni dei giorni precedenti era stato detto "erroneamente" che il rischio era "moderato", ha spiegato la portavoce Fadela Chaib.
Nessun caso confermato finora in Svizzera, UFSP
Finora non è stata confermata alcuna infezione da coronavirus in Svizzera, ha indicato oggi l'Ufficio federale della sanità (UFSP). Intanto i due casi sospetti all'ospedale Triemli di Zurigo sono tuttora sotto esame e - secondo quanto indicato dal nosocomio - i risultati del Centro nazionale di riferimento per le infezioni virali emergenti (CRIVE) di Ginevra sono attesi al più tardi domani mattina.
L'UFSP non ha fornito informazioni sul numero di casi sospetti esaminati finora: per alcuni di essi potrebbe trattarsi di influenza stagionale, ha dichiarato il portavoce Daniel Dauwalder. Spetta ai medici e agli ospedali chiarire se un paziente che presenta sintomi influenzali debba essere sottoposto al test per il nuovo virus.
Il fattore decisivo è se la persona sia stata in Cina e in particolare a Wuhan, o se sia stata in contatto con persone provenienti dalla Cina. È anche compito dei medici decidere se la persona debba essere messa in quarantena e se i suoi famigliari debbano essere sottoposti a esami.
Dall'inizio della settimana la Svizzera ha inasprito l'obbligo di notifica dei casi sospetti: medici e laboratori devono segnalarli a Cantoni e Confederazione entro due ore.
Due casi sospetti a Zurigo
Due pazienti - rientrati da un soggiorno in Cina - sono stati ricoverati all'ospedale Triemli e posti in quarantena giacché la causa dei sintomi che presentano potrebbe essere, tra gli altri agenti patogeni, anche il coronavirus. "Stanno bene", indica il nosocomio, aggiungendo che "il sospetto di infezione è molto debole". Non vi è alcun rischio per gli altri pazienti e il personale ospedaliero, viene precisato.
La Francia ha comunicato venerdì tre casi di contagio confermato: si tratta dei primi in Europa. Le tre persone che hanno contratto il coronavirus erano state in Cina.
A che punto siamo con i contagiLa commissione nazionale di sanità cinese ha reso noto che sono stati registrati 769 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, fino alla mezzanotte di domenica.
I decessi legati sono intanto saliti a quota 81, mentre i casi accertati dell'infezione in Cina ammontano a 2.835, secondo l'ultimo bollettino fornito dalla tv statale Cctv, aggiornato alle 18:00 locali (le 11:00 in Svizzera), in base alle comunicazioni delle autorità sanitarie.
Il parere dell'esperto
L'infezione causata dal nuovo coronavirus 2019-nCoV, responsabile dell'epidemia di polmonite in Cina, è autolimitante: dopo un certo lasso di tempo, quando un sufficiente numero di persone avrà prodotto i necessari anticorpi, la continua diffusione del virus potrà essere circoscritta, ponendo così fine alla propagazione dell'epidemia.
Fino a un quarto dei pazienti sviluppano complicazioni
Il Coronavirus 2019-nCoV va preso molto sul serio, afferma Manuel Battegay, professore di infettivologia all'Università di Basilea. Secondo le stime finora disponibili, tra il 20% e il 25% dei pazienti sviluppa complicazioni e la mortalità raggiunge il 2,5%.
L'esatta pericolosità del virus è ancora difficile da valutare, ha detto oggi il Prof. Battegay a Keystone-ATS. Nella maggior parte dei casi, l'infezione si limita ai sintomi dell'influenza, ma fino a un quarto dei pazienti presenta complicazioni, con circa il 2,5% di esiti fatali. A titolo di confronto, la percentuale di casi di influenza stagionale con gravi complicazioni è di circa l'1%, osserva lo specialista. Il tasso aumenta in modo significativo negli anziani, nelle persone con sistema immunitario indebolito o in quelle che soffrono di malattie croniche.
Il Coronavirus sembra anche essere più contagioso dell'influenza stagionale: una persona con l'influenza ne infetta in media una o due, mentre la proporzione è di tre o più per il virus cinese. Durante la pandemia di SARS, nel 2002/2003, il tasso di contaminazione era da tre a cinque persone, aggiunge Manuel Battegay. "Ecco perché è così importante agire con decisione all'inizio dell'epidemia, ma anche in seguito".
L'infettivologo sottolinea l'importanza di avere un quadro più preciso delle possibili infezioni non diagnosticate: "Forse le cifre sono molto più alte, il che significa che i tassi di contagio dovrebbero essere rivisti al rialzo". Al contempo si abbasserebbero i tassi di complicazioni e quindi la pericolosità del virus.
Fino a quando non saranno disponibili maggiori informazioni, il Prof. Battegay raccomanda di attenersi alle consuete misure preventive durante la fase influenzale, cioè di garantire una buona igiene delle mani e, in caso di sintomi, di evitare i contatti con altre persone. Se il virus dovesse diffondersi in Svizzera, si dovrebbero prendere in considerazione ulteriori misure, conclude lo specialista.
Le grandi aziende svizzere si stanno muovendoLe grandi aziende svizzere presenti in Cina seguono con attenzione gli sviluppi della situazione sanitaria, alla luce degli sviluppi posti dal coronavirus. Il gruppo industriale ABB - 20'000 dipendenti, fra cui un centinaio a Wuhan, città considerata l'epicentro della crisi - ha informato il personale, mettendo fra l'altro disposizione un'applicazione mobile con consigli di comportamento. I viaggi verso Wuhan sono stati vietati.
Il fabbricante di ascensori Schindler raccomanda di evitare gli spostamenti da e per la Cina. Il colosso farmaceutico Novartis - che, come Schindler, non fornisce indicazioni dell'organico nel paese a partito unico - invita i dipendenti a lavorare da casa. Da parte sua Nestlé fa sapere che la maggior parte dei collaboratori si trova ancora in vacanza, visto che il governo ha prolungato sino al 2 febbraio le ferie per il capodanno cinese. La multinazionale vodese ha preso anche provvedimenti nelle sue fabbriche, che sono 32 in Cina, ma nessuna a Wuhan.
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