
L'Unicef ha lanciato un appello per un immediato ampliamento dell'assistenza alle comunità colpite dalla siccità nel Corno d'Africa e per affrontare le pressanti necessità di più di due milioni di bambini, di cui mezzo milione è in immediato pericolo di morte. Se non ci saranno miglioramenti nelle condizioni della sicurezza alimentare prima dell'inizio del 2012, la situazione nutrizionale, già grave, peggiorerà ulteriormente. "Quello che stiamo vedendo qui è quasi una 'tempesta perfetta'. conflitto in Somalia, aumento del prezzo del carburante e dei generi alimentari, siccità e mancanza di pioggia. Ora siamo di fronte ad altri quattro o cinque mesi prima che ci sia un raccolto e tutti noi abbiamo un enorme lavoro da portare avanti - ha detto il direttore generale dell'Unicef Anthony Lake, al termine di una missione di quattro giorni in Kenya - in molte delle comunità più povere, le persone sono o troppo povere o troppo deboli per poter provare a camminare per chiedere aiuto". In tutta la regione, quasi 11 milioni di persone sono a rischio. Lake ha invitato la comunità internazionale e i donatori privati sia a rafforzare i finanziamenti per l'Unicef e gli altri partner, sia a focalizzare gli sforzi sulla ricerca di nuove soluzioni in grado di affrontare la profonda povertà e la vulnerabilità della regione. Intanto la presidenza francese del G20 ha ottenuto l'organizzazione a Roma di una riunione dell'organizzazione dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) per discutere un programma straordinario di aiuti alla Somalia. Lo ha annunciato il ministro francese degli esteri Alain Juppé oggi a Bruxelles senza fornire dettagli sulla data della riunione. Secondo fonti, potrebbe tenersi la prossima settimana. ATS
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