
C'è anche Kim Yo-jong, la sorella minore del leader nordcoreano Kim Jong-un, nella delegazione di alto livello dello Stato eremita che parteciperà venerdì alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di PyeongChang. Il Nord ha informato il Sud della presenza di Kim, promossa a primo vice direttore del Dipartimento Propaganda e Agitazione del Partito dei Lavoratori. Farà parte della delegazione di 22 persone guidata da Kim Yong-nam, capo del cerimoniale e presidente de facto, secondo il ministero dell'Unificazione di Seul. Gli altri due funzionari di alto livello preannunciati sono Choe Hwi, a capo del Comitato di guida nazionale dello sport, e Ri Son-gwon, responsabile dell'agenzia di Pyongyang sugli affari inter-coreani. A completare la delegazione, in missione per tre giorni da venerdì a domenica, ci sono altre 18 persone tra assistenti e funzionari minori. La sorella di Kim, sanzionata per la violazione dei diritti umani mentre gli altri tre non risultano essere in "liste nere", sarebbe la prima rappresentante della dinastia fondatrice, in linea diretta di sangue col monte Paektu, a recarsi al Sud. "Il governo ha valutato la composizione della delegazione - tra partito, governo e funzionari sportivi come significativa, dato che il viaggio punta a celebrare l'apertura dei Giochi", ha fatto sapere il ministero dell'Unificazione di Seul. La presenza della sorella del "giovane generale" rientrerebbe nella tradizione dei familiari dei leader presenti a questi eventi, come sembrerebbe accadere con Ivanka Trump, la "first daughter" Usa, nella cerimonia di chiusura del 25 febbraio.
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