
Si sono riabbracciati oggi, dopo aver attraversato un ponte sorvegliato da guardie armate, centinaia di parenti divisi da quando la penisola coreana fu spezzata in due Stati nel 1953. Lo riporta oggi l'agenzia sudcoreana Yonhap. Il programma delle riunioni familiari per qualche giorno, inaugurato dopo il primo summit intercoreano nel 2000, era stato sospeso due anni fa per le frizioni fra Pyongyang e Seul, e nuovamente autorizzato da un accordo bilaterale adottato nell'agosto scorso. Un gruppo di 97 sudcoreani, di cui la maggior parte ultraottantenni, ha attraversato la frontiera per raggiungere il monte Kumgang, il luogo designato per gli incontri. Ad aspettarli, in 240 tra figli, fratelli e cognati. "Non hai niente da dirmi?", ha esordito un padre 95/enne rivolgendosi all'anziano figlio, mentre una donna consolava la cognata invitandola a "non piangere perché non c'é motivo, visto che stiamo tutti bene". Il programma delle riunificazioni familiari, lanciato nel 2000 dopo il successo del primo summit a Pyongyang tra il leader comunista Kim Jongil e Kim Daejung, ha consentito a 16.000 persone di riabbracciarsi in 16 round di incontri. Le due Coree hanno anche organizzato avvicinamenti "virtuali" grazie a una speciale televisione a cicuito chiuso. L'iniziativa è però anche diventata uno strumento di ricatto usato dalla Corea del Nord per rivendicare pretese sulla Corea del Sud. Migliaia di persone che avevano richiesto di poter abbracciare i propri cari sono morte senza esserci riuscite. ATS
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