
Un "albero" di Natale gigante piantato vicino al confine tra le due Coree torna ad alimentare la tensione, con Pyongyang che minaccia "conseguenze inaspettate" se le autorità di Seul - come segnala oggi la Bbc - decideranno di accendere le luci della struttura, una torre di oltre 30 metri. Il "tronco" della discordia, da cui discendono fili di luce con migliaia di lampadine che accese trasformano la struttura d'acciaio in un albero di Natale, troneggia sul picco di Aegibong, in Corea del Sud, una collina a tre chilometri di distanza dal confine occidentale con la Corea del Nord. Lo scorso anno l'accensione delle luci provocò la messa in stato di allerta delle truppe sudcoreane: Seul temeva infatti che l'albero potesse divenire il bersaglio di un'azione provocatoria da parte dell'esercito di Pyongyang. Oggi Pyongyang, per bocca del sito governativo Uriminjokkiri, minaccia una reazione, bollando l'accensione delle luci come una forma di "guerra psicologica" e un tentativo di "propagandare il cristianesimo". E non è tutto: fonti sudcoreane hanno affermato alla Bbc che il governo ha dato il via libera per altre due torri, situate anch'esse lungo il confine. ATS
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