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Estero
Coree: nord vuole scuse sud, minaccia blocco dialogo
Redazione
18 anni fa

Ancora una giornata di scintille tra Corea del Nord e Corea del Sud. Il governo di Pyongyang ha minacciato senza mezzi termini il blocco di ogni dialogo se Seul non presenterà al più presto scuse formali per le dichiarazioni del suo capo delle forze armate. La presa di posizione segue l'audizione parlamentare del generale sudcoreano Kim Tae-young che ieri ha detto che Seul avrebbe dovuto promuovere un'azione preventiva contro il potenziale atomico nordcoreano se il regime comunista avesse mostrato segnali d'attacco del Sud con armamenti nucleari. Il ministero della Difesa sudcoreano, da parte sua, ha più volte ribadito di non avere alcuna intenzione di scusarsi per i giudizi espressi da Kim. La Corea del Sud "è responsabile del blocco di ogni forma di dialogo", ha riportato una nota della Kcna, l'agenzia ufficiale del regime comunista di Kim Jong-Il, che è stata diffusa poche ore dopo che Pyongyang ha avanzato un'altra minaccia sul ricorso a misure militari non meglio precisate, sempre come reazione all'assenza di reazioni delle autorità di Seul sul caso del generale Kim. Martedì, a conferma della crescente tensione tra i due Paesi, la Corea del Nord aveva sferrato un violento attacco contro il presidente sudcoreano Lee Myung-bak, affermando che la sua linea dura nei confronti del vicino comunista "avrà conseguenze catastrofiche". Allo stesso tempo, Lee era stato bollato come un "politico ciarlatano", un "traditore senza cervello" e un "adulatore degli Stati Uniti". Nei giorni scorsi, invece, Pyongyang ha lanciato missili, espulso 11 sudcoreani che lavorano a un progetto industriale comune e aumentato la pressione sul governo di Seul in vista delle elezioni parlamentari del 9 aprile. ATS

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