
Il traffico alla frontiera tra le due Coree è tornato oggi regolare dopo nove mesi di restrizioni imposte da Pyongyang, permettendo la libera circolazione di merci e lavoratori del Sud diretti nel Nord. "Il traffico al confine è stato normalizzato ai livelli precedenti al primo dicembre dell'anno scorso", ha dichiarato a Seul il portavoce del ministero per l'Unificazione sudcoreano, Lee Jong-joo, aggiungendo che le trasferte in terra nordcoreana da parte dei cittadini del Sud "procedono in maniera fluida". In seguito alle tensioni montate con l'amministrazione sudcoreana del presidente Lee Myung-back, il regime comunista nove mesi fa aveva deciso unilateralmente forti restrizioni per il transito di merci e lavoratori sudcoreani verso Kaesong, il complesso industriale congiunto dove operano più di 100 aziende del Sud che danno lavoro a 40.000 operai nordcoreani, riducendo drasticamente il personale autorizzato a valicare la frontiera. Con la normalizzazione del traffico, è di nuovo possibile attraversare il confine 12 volte al giorno per 1.700 lavoratori del Sud, circa il doppio di quelli autorizzati dopo la stretta di fine 2008. La normalizzazione del traffico di oggi è l'ultima di una serie di mosse distensive operate di recente dal regime comunista: solo il mese scorso Pyongyang ha consegnato all'ex presidente Usa Bill Clinton le due giornaliste condannate ai lavori forzati, trovato l'accordo con il Sud per ripristinare le riunificazioni delle famiglie divise dalla guerra del 1950-53 e permesso la ripresa dei progetti turistici congiunti, oltre ad aver inviato a Seul una delegazione funebre - che ha anche incontrato il presidente Lee Myung-bak - per rendere omaggio alla salma dell'ex presidente Kim Dae-jung. ATS
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