
I rappresentanti della Croce Rossa sudcoreana sono da oggi in Corea del Nord per un vertice di tre giorni con emissari di Pyongyang, imperniato sul ripristino del canale umanitario che si occupa delle riunificazioni delle famiglie coreane divise dalla guerra del 1950-53. I colloqui, organizzati nel resort turistico del monte Kumgang, non erano più stati organizzati da quasi due anni, e sono i primi in assoluto di carattere umanitario da quando lo scorso anno è salito al potere il presidente sudcoreano Lee Myung-bak, fautore di una linea politica meno accondiscendente nei confronti del regime comunista. "La priorità in agenda per questi incontri è la riunificazione delle famiglie divise", ha dichiarato il capo delegazione della Croce Rossa sudcoreana, Kim Young-chel, prima di partire alla volta della Corea del Nord. Pyongyang in precedenza ha comunicato l'intenzione di inviare tre rappresentanti al vertice, dove saranno discusse nei dettagli le procedure per le riunificazioni delle famiglie. Tramite questi eventi umanitari, tenutisi complessivamente 16 volte dal 2000, si calcola che, pur se in via temporanea, abbiano potuto ricongiungersi circa 23.600 sudcoreani e 12.500 nordcoreani, mentre sono oltre 600.000 i cittadini del Sud che si stima abbiano ancora parenti nel Nord. ATS
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