
La Corea del Sud va domani al voto per scegliere il successore del presidente Lee Myng-bak con la realistica ipotesi di vedere per la prima volta una donna eletta alla più alta carica istituzionale del Paese, ora anche la quarta economia asiatica. Park Geun-hye, figlia del dittatore Park Chung-hee che nel 1961 guidò un golpe militare diventando poi presidente dal 1963 fino alla sua uccisione del 1979, è nei sondaggi data ancora in testa come candidata di partito Saenuri e blocco conservatore, pur con un margine che si sta assottigliando. Per lei, 60 anni, potrebbero riaprirsi le porte della Blue House, disintegrando un tabù in una società con una forte impronta confuciana e maschilista. Il suo principale rivale, Moon Jae-in (59 anni), ex noto avvocato dei diritti umani e già capo di gabinetto dell'ex presidente Roh Moo-hyun, è sostenuto dalla principale forza d'opposizione, il partito Democratico unito (Pdu). La campagna elettorale, con l'appello agli indecisi stimati nel 10% circa dei 40 milioni di elettori, ha toccato oggi i temi del passato dominato dalla figura controversa del generale Park, cui è riconosciuto però il merito di aver posto le basi per una delle più grandi storie di successo economico in Asia. La 'lady di ferro', come è anche conosciuta la candidata conservatrice, ha detto di essere qualificata per il ruolo di prima donna presidente e promesso di portare avanti le riforme: "un presidente non deve dominare sul popolo, ma deve camminare con il popolo", ha affermato incontrando i suoi sostenitori. Moon, da parte sua, ha invitato a chiudere col Saenuri Party. "Il destino della nazione cambierà col voto di domani: se un passato fallimentare sarà prolungato o se ci saranno cinque anni di mandato pieni di speranze dipende da chi vincerà". ATS
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