
Due morti accertati e 293 dispersi. Rischia di trasformarsi in una tragedia pesantissima il naufragio del traghetto sudcoreano Sewol, avvenuto questa mattina, con a bordo 459 persone, di cui 325 studenti delle scuole superiori. Le vittime accertate sono due, di cui uno studente e una giovane donna dell'equipaggio, ma l'alto numero dei dispersi ha trasformato i soccorsi in una vera e propria lotta contro il tempo col traghetto colato a picco e ribaltatosi in pochissime ore. Il governo aveva in precedenza annunciato che erano state salvate 368 persone, ma da un successivo conteggio è emerso il vistoso errore, con l'ammissione del nuovo numero di dispersi. I dispersi sono 293 e le persone salvate sono 164, ha detto il vice ministro della Sicurezza e amministrazione pubblica, Lee Gyeong-og. Il timore crescente, a quasi 11 ore dall'incidente, è che la gran parte sia rimasta bloccata all'interno dello scafo, ma le operazioni di soccorso risultano complicate per il buio e la scarsa visibilità a causa delle acque limacciosa e delle forti correnti che ostacolano l'accesso nella nave affondata. Più di 80 barche e 18 velivoli setacciano le acque della zona dopo un'incidente che può diventare uno dei più mortali nella storia moderna della marina civile della Corea del Sud. Il Sewol, nave da 6.325 tonnellate, trasportava 459 persone (la capacità massima era di 921) ed era diretto all'isola meridionale di Jeju, meta turistica molto popolare. La nave ha lanciato la richiesta di soccorso alle 8:58 locali (l'1:58 in Svizzera), a 20 km al largo dell'isola di Byeongpoong. Non è ancora chiara la dinamica dell'incidente, ma le prime testimonianze hanno menzionato un fortissimo boato prima che la nave, improvvisamente, cominciasse ad affondare inclinandosi su un lato, rilanciando le speculazioni su un impatto con una roccia sott'acqua o di una collisione con un'altra nave.
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