
Il presidente Lee-Myung-bak vince le elezioni parlamentari in Corea del Sud, ma il suo partito, il Grand National Party (Gnp), ottiene la maggioranza all'assemblea unicamerale solo per un pugno di seggi: 153 sul totale di 299. I risultati finali, resi noti dalla commissione elettorale centrale con un ritardo di diverse ore per motivi tecnici, rivedono nella parte bassa delle previsioni degli exit poll (di 155-178 seggi) i parlamentari sui quali Lee potrà fare conto per portare avanti l'impegnativo pacchetto di riforme promesso durante la campagna elettorale. Se il Gnp guadagna 32 parlamentari rispetto alla legislatura precedente, il futuro cammino dell'ex sindaco decisionista di Seul non si presenta come una marcia trionfale. A partire dal ruolo dell'opposizione interna che vede in Park Geun-hye, ex presidente del partito e figlia dell'ultimo dittatore militare Park Chung-hee, una leader pronta a dare battaglia su alcuni punti eccessivamente liberisti del suo programma. Secondo i media coreani avrebbe alle sue spalle più una cinquantina di neodeputati ribelli. A questo si aggiunge anche il fatto chemolti dei più stretti collaboratori del presidente sono stati sconfitti, pagando oltre le attese la più bassa affluenza alle urne nella storia del paese: solo il 46% dei 37,8 milioni di aventi diritto. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

