
Diverse centinaia di persone, tra poliziotti in tenuta anti-sommossa, hanno manifestato in serata intorno al parlamento sudcoreano nel freddo di Seul. Questo a poche ore dal voto sulla mozione di impeachment contro la presidente Park Geun-hye a causa dello scandalo per corruzione della confidente Choi Soon-sil che sta scuotendo il Paese da due mesi. Il testo depositato cita tra gli addebiti anche la pessima gestione della tragedia del traghetto Sewol, affondato nel 2014 con quasi 300 vittime, in gran parte studenti in gita. Il presidente dell'Assemblea nazionale Chung Sye-kyun ha reso noto l'inserimento della mozione, depositata dal Partito Democratico, People's Party e Justice Party, nell'agenda dei lavori della sessione pomeridiana di domani, con inizio alle 14:00 (06:00 del mattino in Svizzera) e col voto segreto che dovrebbe avere inizio non prima delle 14:45. Le opposizioni, includendo pure i deputati indipendenti, hanno la maggioranza in aula: 172 seggi su 300, ma per il via libera alla messa in stato d'accusa di Park sono necessari almeno 200 voti. Tra le fila del Saenuri, il partito della presidente, ci sono circa 40 dissidenti che, molto critici sul suo operato, potrebbero alla fine rompere gli indugi e sostenere la mozione. In caso di approvazione, i poteri presidenziali passerebbero con effetto immediato al premier Hwang Kyo-ahn, mentre la Corte costituzionale avvierebbe l'istruttoria sulla fondatezza delle accuse prima del verdetto entro 180 giorni. L'unico precedente è del 2004: il presidente Roh Moo-hyun fu alla fine scagionato. Intanto, i deputati Democratici e del People's Party, i due principali partiti d'opposizione, hanno minacciato le dimissioni di massa in caso di fallimento dell'impeachment. "Questo è per mostrare la nostra determinazione all'uso di tutti gli strumenti possibili di lotta in questo significativo passaggio storico", ha affermato Woo Sang-ho, leader in parlamento dei democratici. Park, in un incontro avuto martedì con una delegazione del suo partito, ha dato la disponibilità alle dimissioni volontarie a fine aprile rimettendosi, in caso contrario, al responso della Corte costituzionale.
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