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Estero
Corea nord: Visita premier cinese, ribadita alleanza
Redazione
17 anni fa

La Cina e la Corea del Nord hanno riaffermato oggi la loro alleanza, mentre è in corso la prima visita a Pyongyang del premier cinese Wen Jiabao. In un comunicato congiunto, i due Paesi comunisti hanno affermato che "la storia ha dimostrato" l'importanza che le buone relazioni tra Cina e Corea del Nord hanno nel "proteggere la pace e la stabilità della regione". Pechino è la principale alleata di Pyongyang e la sua maggior fornitrice di energia elettrica e di aiuti alimentari. La visita di Wen Jiabao è motivata dalla ricorrenza dei 60 anni di relazioni diplomatiche e di amicizia tra i due Paesi. Prima di proseguire nei suoi colloqui politici, Wen ha visitato oggi il cimitero, a un centinaio di chilometri da Pyongyang, nel quale sono seppelliti centinaia di soldati cinesi inviati tra il 1950 ed il 1953 a combattere contro l'esercito sudcoreano e i suoi alleati americani. Tra i caduti, che formalmente erano volontari, ci fu Mao Anying, uno dei figli del fondatore della Cina comunista Mao Zedong. Si calcola che 700mila "volontari" cinesi siano stati uccisi o siano rimasti feriti mentre combattevano a fianco dei "fratelli" nordcoreani. Le relazioni tra i due vicini si sono guastate per la prima volta dopo il secondo test nucleare della Corea del Nord, nel maggio di quest'anno. In seguito al test, Pechino ha infatti appoggiato le sanzioni punitive decretate dall'Onu contro Pyongyang, accentuando il suo già forte isolamento. La Cina, che ha inventato la formula dei colloqui a sei (con le due Coree, gli Usa, il Giappone e la Russia), non nasconde la sua volontà di rilanciarli. Dopo aver prodotto nel 2007 un accordo sulla base della rinuncia della Corea del Nord alle armi nucleari in cambio di massicci aiuti economici, i colloqui si sono arenati quando si è trattato di definire i dettagli del processo di disarmo. Nei suoi colloqui col premier nordcoreano Kim Yong-il (da non confondere con il leader supremo Kim Jong-il), Wen ha sollevato il problema. Gli è stato risposto che Pyongyang "non ha mai rinunciato" al disarmo nucleare e che è pronta a colloqui "multilaterali e bilaterali" con i Paesi impegnati nelle trattative. L'ammorbidimento della Corea del Nord non è stato fino ad ora formalizzato ma gli osservatori ritengono improbabile che la cauta dirigenza cinese abbia accettato di far esporre Wen Jiabao - di fatto il numero due di Pechino - in mancanza di precise assicurazioni. L'importanza che Pyongyang attribuisce alle relazioni con la Cina è stata dimostrata dallo stesso Kim Jong-il, che con gesto insolito si è recato di persona ad accogliere il premier cinese al suo arrivo all'aeroporto di Pyongyang. La Corea del Sud, che segue con attenzione la missione di Wen, ha affermato oggi, per bocca del ministro della difesa Kim Tae-young, di aver individuato cento siti nordcoreani legati allo sviluppo di un arsenale atomico e di essere pronta a colpirli se le rituali, periodiche minacce di Pyongyang dovessero assumere concretezza. ATS

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