
La Corea del Nord fa salire ancora la tensione in Estremo Oriente: annulla l'armistizio del 1953 del conflitto coreano e minaccia un'immediata azione militare nel caso la Corea del Sud provi a intercettare una delle sue navi, all'indomani dell'adesione di Seul alla Proliferation Security Initiative (Psi). La Russia ha reagito, preannunciando "misure preventive, anche di carattere militare", nei confronti di Pyongyang, auspicando fermezza ma non una punizione "fine a se stessa". I militari di Pyongyang, che hanno effettuato un altro test missilistico in mattinata, hanno preso di mira la partecipazione sudcoreana (ufficializzata all'indomani del test nucleare del regime comunista) all'iniziativa a guida Usa che, lanciata nel 2003 dall'amministrazione di George W. Bush, punta a interdire il trasferimento di tecnologie e armi di distruzione di massa. "Una dichiarazione di guerra", in base ai contenuti della nota della Commissione permanente militare per la sicurezza del Nord e diffusa dall'agenzia ufficiale Kcna: è una violazione dell'armistizio che vieta qualsiasi tentativo di blocco navale nella regione. E mentre il Consiglio di sicurezza dell'Onu si avvia ad adottare nuove sanzioni (i cinque Paesi permanenti si sono espressi in tal senso), la Russia ha da ultimo reso noto che sta adottando una serie di "misure preventive, anche di carattere militare" nella prospettiva di uno "sviluppo incontrollato" nella penisola coreana. Da parte sua il ministro degli esteri, Serghiei Lavrov, ha detto che Mosca è favorevole a una risoluzione "ferma" del Consiglio di sicurezza, anche se non approva una "punizione fine a se stessa" La Corea del Nord ha intanto ripreso le attività al suo impianto nucleare di Yongbyon, almeno secondo il quotidiano sudcoreano "Chosun Ilbo", che cita un funzionario anonimo del governo: i satelliti spia americani hanno registrato il vapore generato dalla struttura di lavorazione del plutonio, distante 80 chilometri da Pyongyang. ATS
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