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Estero
Corea nord: Kim Jong-Il minaccia guerra al Sud, Russia dura
Redazione
17 anni fa

La Corea del Nord fa salire ancora la tensione in Estremo Oriente, lungo il tracciato del 38/o parallelo: annulla l'armistizio del 1953 del conflitto coreano e minaccia immediata azione militare nel caso la Corea del Sud tenti d'intercettare le sue navi, all'indomani dell'adesione di Seul alla Proliferation Security Initiative (Psi). E stavolta la Russia ha reagito duramente preannunciando "misure preventive, anche di carattere militare" contro Pyongyang in scia ai timori di uno "sviluppo incontrollato" nella penisola coreana: il ministro degli Esteri, Serghiei Lavrov, ha detto che Mosca è favorevole a una risoluzione dell'Onu "ferma", ma non a una "punizione fine a se stessa". I militari dell'ultimo Paese stalinista, che hanno effettuato un altro test missilistico in mattinata, hanno preso di mira la partecipazione di Seul (ufficializzata all'indomani del test nucleare del regime comunista) all'iniziativa a guida Usa che, lanciata nel 2003 dall'amministrazione di George W. Bush, punta a interdire il trasferimento di tecnologie e armi di distruzione di massa. "Una dichiarazione di guerra", in base ai contenuti della nota redatta dalla Commissione permanente militare per la sicurezza del Nord e diffusa dall'agenzia ufficiale, Kcna: è una violazione dell'armistizio che vieta qualsiasi tentativo di blocco navale nella regione. A stretto giro, la Corea del Sud ha fatto sapere che risponderà "severamente" a qualsiasi provocazione della Corea del Nord lungo la linea delle acque territoriali del mar Giallo, dove il regime comunista ha preannunciato che "non può garantire più la sicurezza delle navi straniere". In caso di provocazione, "reagiremo in modo deciso", hanno messo in chiaro i capi di Stato maggiore delle forze armate di Seul. I presidenti russo e sudcoreano, Dmitri Medvedev e Lee Myung-bak, hanno condannato il test nucleare sotterraneo fatto lunedì dalla Corea del Nord, definendolo - in un'inedita comunanza di vedute, visti i rapporti altrimenti più concilianti tra Mosca e Pyongyang - "un'aperta violazione della risoluzione 1718 del consiglio di sicurezza dell'Onu, un atto che va contro le norme del diritto internazionale". A Tokyo, la Camera Alta ha votato una mozione di censura contro la condotta nordcoreana, mentre il premier Taro Aso è stato apertamente accusato nel primo faccia a faccia da Yukio Hatoyama, neo segretario del partito Democratico, di "non aver fatto sentire a sufficienza la voce del Giappone con Stati Uniti e Corea del Sud, i due principali alleati". Il Consiglio di sicurezza dell'Onu si avvia ad adottare nuove sanzioni (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna, i cinque Paesi permanenti si sono espressi in tal senso), ma il gruppo di lavoro incaricato di formulare una nuova risoluzione ha spiegato che "serve ancora del tempo" per un pronunciamento definitivo. Il Tesoro Usa sta esaminando possibili sanzioni finanziarie contro la Corea del Nord, dove la popolazione è alle prese con un regime di isolamento assoluto: gli Stati Uniti, pur lasciando la porta aperta a una ripresa dei 'negoziati a Sei' (un'ipotesi rilanciata anche dalla Cina), hanno ammonito che Pyongyang deve "pagare un prezzo" per l'atteggiamento di sfida alla comunità internazionale. ATS

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