
"La comunità internazionale deve essere unita per fermare le minacce della Corea del Nord e farle intendere che se continua su questa strada non avrà un futuro brillante". Lo ha detto il premier giapponese Shinzo Abe, di ritorno dal viaggio in India, dopo il lancio del missile intercontinentale condotto dal regime di Pyongyang, che ha sorvolato l'isola dell'Hokkaido nelle prime ore del mattino. Il premier giapponese - che ha confermato la convocazione di una riunione di emergenza al Consiglio di sicurezza dell'Onu quest'oggi - si recherà a New York la prossima settimana per partecipare all'Assemblea generale, dove cercherà un maggiore consenso per un'azione più decisa contro la Corea del Nord. Secondo il capo di gabinetto Yoshihide Suga, il missile ha percorso una distanza di 3.700 chilometri e raggiunto un'altitudine massima di 800 chilometri, sorvolando l'Hokkaido alle 7:06, appena 9 minuti dopo il lancio dal versante occidentale della Corea, e schiantandosi a 2.200 chilometri a est di Cape Erimo, nell'Oceano Pacifico. Il sistema di emergenza di Tokyo J-Alert è scattato nell'isola più a nord dell'arcipelago e in 11 altre prefetture, avvisando i residenti di trovare rifugio in costruzioni sufficientemente resistenti, e se possibile nei sotterranei. Come nei precedenti lanci, parte dei trasporti ferroviari sono stati temporaneamente sospesi. Il governo di Tokyo ha reso noto che non si hanno notizie di ostruzioni alle rotte aeree o danni alle imbarcazioni marine. Da parte sua il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in, dopo l'ennesimo lancio di un missile balistico intercontinentale da parte di Pyongyang, ha fatto sapere che il suo Paese possiede una capacità di fuoco in grado di distruggere la Corea del Nord "in modo irrecuperabile". Moon Jae-in ha aggiunto che il dialogo con Kim Jong-un è "impossibile in una situazione come questa". Lo riporta l'Independent, citando l'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap.
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