
Si appesantisce in Corea del Sud il bilancio della sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers): sono 87 le persone contagiate dal virus altamente letale dopo i 23 nuovi casi segnalati oggi dalle autorità sanitarie, mentre anche le vittime salgono a sei. Oltre 1.800 scuole, per lo più materne ed elementari, hanno deciso la chiusura a livello nazionale, contro un numero di persone in quarantena salito a circa 2.500 unità. Il primo ministro ad interim Choi Kyung-hwan ha assicurato che il governo intensificherà gli sforzi anti-Mers mobilitando le autorità regionali, sia civili che militari. Choi, il cui governo è finito nella bufera per il rifiuto opposto nel rendere pubblici i nomi degli ospedali in cui i pazienti Mers sono stati diagnosticati o trattati, ha riferito che sono 24 le strutture coinvolte in tutto, di cui sei hanno avuto casi confermati e 18 hanno preso in cura contagiati. Finora i casi di infezione sono stati limitati agli ospedali, anche se i timori di contagio hanno causato le cancellazioni di festival, concerti e grandi eventi. La Corea del Sud vanta il secondo maggior numero di pazienti Mers dopo l'Arabia Saudita, che ne ha riportati più di 1.000 da quando il virus è stato rilevato la prima volta nel 2012. A livello globale, invece, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha contato almeno 1.185 persone contagiate dal virus, di cui almeno 443 casi di decessi correlati.
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